Cos’è il Brand Awareness – Persone sensibili non leggete!

By 4 febbraio 2018branding
il brand awareness cos e

Cos’è il Brand Awareness?

Mi è sempre stato detto che se voglio venderti qualcosa devo prima conoscerti perfettamente.

Se devo essere sincero, non conosco perfettamente nemmeno me stesso.

Eppure, si parla tanto di ‘Buyer Persona’. Se traffichi con il marketing, sicuramente ne hai sentito parlare.

Come scrive tonyzambito.com

“…una rappresentazione archetipica basata sulla ricerca di chi sono gli aquirenti, cosa fanno, quali obiettivi guidano il loro comportamento, come pensano, come acquistano e perché prendono decisioni di acquisto”.

Io aggiungerei: dove e quando acquistano.

In pratica devo sapere un sacco di roba di te, se voglio venderti i miei servizi.

Come esseri umani, sentiamo la necessità di spiegare ogni cosa (il che è un bene per la maggior parte dei casi, non fraintendere). Cerchiamo di dare spiegazioni scientifiche, tecniche, teologiche e mistiche a qualunque cosa – cercando disperatamente di semplificarci la vita. Di conseguenza, ce la complichiamo e siamo confusi.

Credo che decifrare veramente il funzionamento della mente umana e le motivazioni che spingano a fare certe cose sia difficile. Eppure, indipendentemente da quanto unici crediamo di essere, ognuno di noi cade dentro un determinato stereotipo comportamentale.

Da tempo mi chiedo come semplificare questi concetti e anzi, come applicarli nel mio lavoro.

Da anni gestisco campagne di social media advertising e AdWords per me e altri; eppure non è mai semplice definire l’audience. Tempo fa chiesi ad un noto fashion designer della zona (per il quale ancora lavoro): “hey, spiegami qual è la tuo target audience” e lui mi rispose: “beh, sono donne grasse over 40”. Quella è la sua buyer persona. “Mmm…come lo spiego a Facebook e Google ora” mi chiesi?

Vivo a Brisbane, in Australia, e qualche settimana fa, mentre tornavo da un meeting con un altro cliente, mi è capitato di notare un billboard, di quelli di dimensioni importanti. Anzi, era bello grande.

L’annuncio era di una agenzia di pompe funebri.

pompe funebri pubblicità

Tutto d’un tratto mi fu tutto chiaro. Esistono solo 2 tipi di pubblicità:

  1. Quelle “Voglio tutto subito”
  2. Quelle “Un giorno i miei servizi ti serviranno, e quel giorno io ci sarò”

Il tipo 1 è generalmente più comune per aziende medio-piccole. Di solito (ma non sempre), l’idea viene concepita tra le 6 e le 8 di mattina, quando ti svegli e pensi: “Hey, sembra che tutti facciano annunci, forse dovrei farli anch’io”

Il tipo 1 è anche detto “pubblicità-partiamo-e-vediamo-come-va”.

Di solito è un annuncio o una serie di annunci che fai andare per alcune settimane, a volte mesi. Fino a che cambi strategia. Non perchè…non funzioni…e solo che…proviamo qualcosa di diverso…e-vediamo-come-va…

Non sto dicendo che il tipo 1 sia sbagliato. Ma è diverso dal tipo 2. Il tipo 1 è “gambling”, ovvero scommettere, giocare d’azzardo. Il tipo 2 è costruire in modo intelligente.

Cos’è il Brand Awareness

L’approccio dell’agenzia di pompe funebri è un messaggio diretto al mio subconscio. Certamente conoscono il loro target (la buyer persona, non il deceduto ma quello che paga per il funerale) e il messaggio è forte e chiaro: “So che non ti interessano i miei servizi. Anzi, mi eviti e se puoi ti tocchi per scaramanzia. Anche se tu e tutti nella tua famiglia sono perfettamente sani e in forma, verrà il giorno in cui ti serviremo. E quando quel giorno arriverà, noi ci saremo. Per ora, vogliamo solo farci notare una volta ogni tanto”.

Se ti stai ancora chiedendo: “Si ma, cos’è il brand awareness, non l’hai ancora spiegato!”

Invece è tutto qua, chiaro come il sole. Quello delle pompe funebri è il tipo 2, anche detto Brand Awareness. Niente più e niente meno che la stessa strategia di Coca-Cola, Apple ecc. Solo che questi vendono prodotti invece di servizi.

Ma il concetto non cambia. Sono li, presenti nella tua vita da sempre. Non sono troppo invasivi. L’importante è esserci sempre.

In un certo senso sono messaggi subliminali (come quelli di Walt Disney e le sue perversioni), non hanno bisogno di dirti niente in maniera diretta. Tanto sanno che qualcosa ti rimane, se si mostrano con una certa frequenza per un tot di tempo.

messaggi subliminali disney il re leone

Facebook ha recentemente (in realtà sono già un paio d’anni ormai) lanciato un nuovo tipo di obiettivo: sì, il Brand Awareness, il quale è al momento una delle forme di advertising più economiche su Facebook.

La buyer persona è il ritratto di come un potenziale acquirente dovrebbe essere in questo preciso momento della sua vita. Ma la gente cambia. Quello che mi piace oggi non mi piacerà più domani.

Oggi, non mi serve un mutuo, ma domani forse sì.

Quando mi servirà il mutuo inizierò la mia ricerca da zero? Crederò di farlo ma no, non sarà così. In un modo o nell’altro ci saranno brands che spiccheranno più di altri. E io li preferirò, anche se saranno più costosi. Perchè, non so come mai…(o forse lo so?) sento che mi sono più familiari. E se sono più familiari mi ci fido di più.

Se i loro brands mi hanno seguito per abbastanza tempo, allora hanno la mia lealtà subconscia. E non ci posso fare niente.

Conclusione

Ogni azienda dovrebbe avere ben chiaro che cosa sta cercando di vendere. E’ il servizio o prodotto che offriamo a modellare la strategia di marketing. Se fai del business in maniera seria, potrebbe essere una buona idea quella di investire sul brand awareness. Il lato negativo? Ci vuole un sacco di tempo, anni sicuramente.

Tuttavia, se hai pazienza e fai un buon lavoro, il raccolto sarà abbondante.

Fammi sapere cosa ne pensi nei commenti.

Patrizio Racco

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